Mago Autunno

On 18 ottobre 2013 by Nonna Tina

Il cielo da qualche tempo è coperto da nuvoloni e non è più sereno come prima e neppure il sole è caldo e splendente. Mago Autunno è pronto ormai da giorni a partire perché sa che è giunto il suo momento di governare il mondo per alcuni mesi. Egli ha preparato per tempo un grosso bagaglio dove ha collocato dei doni meravigliosi. Mago Autunno quest’anno vuole stupire gli uomini e tutte le creature della terra. Egli vestito di marrone, con stivali di colore rossiccio ed un mantello di foglie colorate esce di casa fischiettando. Tutti sanno che Mago Autunno è un giovane allegro, gentile ed ardito. Egli è bellissimo tanto da sembrare un adone con la sua corona d’oro che gli cinge il capo. Prende la sua moto rossa rombante e dopo avere indossato il casco via a a a a a… sulla terra. In un baleno giunge a destinazione.

  • Brum…brum… brumm… Fate largo arrivo io, il re dei raccolti! Bisogna fare festa! Dice il nostro Mago ad alta voce.

Tutti lo guardano stupiti perché negli anni passati lo hanno visto sempre arrivare sulla terra portato dal vento.

mago Autunno

  • Cos’ è questa novità? Anche lui si è motorizzato e modernizzato? Si chiedono gli uomini.

I bambini non appena lo scorgono subito si rattristano perché devono ritornare a scuola e riprendere il lavoro interrotto con l’arrivo della bella Estate. Le vacanze sono finite da poco, ma essi già le rimpiangono. Mago Autunno, intuendo il motivo della loro malinconia, si avvicina ai bimbi e dopo averli accarezzati affettuosamente promette loro di regalare ancora giornate miti per potere giocare con gli amici all’aria aperta o fare lunghe corse in bicicletta.

Egli passa poi per le vigne e vedendo i grappoli maturi che al pallido sole splendono come ori e rubini esclama: 

  • Su, su è giunta l’ora della vendemmia! Prendete i cesti e raccogliete la bella uva! Sono pronto a darvi una mano!

I vignaioli subito con le loro famiglie si mettono al lavoro. Canti e risate si rincorrono tra i pergolati e ovunque scoppia l’allegria e la gioia. L’uva zuccherina viene raccolta nei cesti e poi pigiata. Il giorno di San Martino Mago Autunno con il tocco delle sue mani trasforma il mosto in dolce vino. Gli uomini lo ringraziano di quel meraviglioso dono che rende tutti più gioiosi e per un po’ allontana da loro i tristi pensieri.

Mago Autunno sparge poi a piene mani ovunque i suoi frutti squisiti ed odorosi: mele, pere, cachi, noci, nocciole e melagrane che gli uomini si affrettano a raccogliere in abbondanza ed a chiudere nei loro granai per consumarli anche durante l’inverno.

Egli successivamente con passo leggero si reca nei boschi e con una lieve carezza fa spuntare tanti funghetti di vari colori sotto i piedi degli alberi, che rallegrano con le loro tonalità e le loro forme quei luoghi che di lì a poco diventeranno solitari e grigi.

Mago Autunno sta passando con la sua moto da un viale quando ode dei lamenti.

  • Chi si lagna? E perché? Egli chiede con tono preoccupato.

  • Siamo noi poveri alberi! Il tuo vento autunnale ci ha strappato quasi tutte le foglie e ora ci vergogniamo a mostrarci cosi seminudi. 

Mago Autunno con voce carezzevole li rincuora, dicendo loro che in compenso hanno ai piedi uno stupendo tappeto colorato di foglie che ognuno vorrebbe avere.

Continua con fare misterioso, mettendo un dito sulle labbra e sussurrando:

  • Dovete sapere miei cari che per voi alberi perdere le foglie è un bene, altrimenti in Inverno vi spacchereste internamente.

  • Cosa dici furbacchione? Per giustificare le malefatte del tuo amico vento ora ci propini questa storiella?

 Ribattono le piante.

  • No, no,non è una storiella, ma realtà. Dovete sapere che quando voi avete le foglie l’acqua ed i sali minerali che voi assorbite dal terreno con le radici circolano per tutto il vostro corpo. Se questi liquidi circolassero pure in Inverno con il freddo gelerebbero e così voi dilatandovi, scoppiereste. Per questo è necessario perdere le foglie quando arrivo io.
  • Grazie Mago Autunno di averci fatto conoscere questa verità e ringrazia il tuo amico per quello che fa per noi. D’ora in poi stai tranquillo, non ci lagneremo più. Affermano gli alberi.
  • Il nostro adone saluta le piante e riprende il suo cammino o meglio la sua corsa con la sua potente moto e si reca nei castagneti.
  • Svelti ricci, è tempo di aprire le vostre porticine e fare uscire le castagnette! Li sollecita Mago Autunno.

I ricci non se lo fanno ripetere due volte, ubbidiscono immediatamente.

Che spettacolo meraviglioso vedere quei frutti bruni e lucenti cadere a terra e i ricci aperti come tante casine con le porte spalancate.

Infine Mago Autunno passa per gli uliveti e con un battito delle sue mani fa maturare le olive. Quest’anno il raccolto è più abbondante degli altri anni ed i contadini fanno festa, si rallegrano e ringraziano tanto il bel giovane che ha regalato loro un vero tesoro.

Ad un tratto Mago Autunno sente un fruscio e un lieve lamento provenire da un grosso cespuglio. Egli si avvicina ad esso e rimane senza parole quando vede nascosta sotto alcune foglie una piccola lepre tanto carina,ma molto impaurita.  

  • Cosa ti succede piccolina? Perché tremi così? Chiede il nostro Mago.
  • Ho tanta paura perché sono in pericolo! Cani e cacciatori mi cercano. Tu, caro Mago, non mi sei affatto simpatico in quanto quando arrivi sulla terra apri la stagione della caccia e io, la mia famiglia ed i miei amici perdiamo la pace e la tranquillità.
  • Figliola non sono io la causa dei vostri guai, bensì l’uomo. Non sono assolutamente io ad aprire la caccia perché io amo tutti gli animali e sono io per primo a difendervi dagli uomini cattivi. Tu piccolina devi credere alle mie parole perché sono sincere e vengono dal cuore.

Mago Autunno ad un tratto sente abbaiare dei cani allora egli afferra la lepre e la nasconde sotto il suo mantello. I cani abbaiano più forte quando arrivano vicino a lui e si fermano, digrignando i denti, perché fiutano l’animaletto. Mago Autunno non si spaventa assolutamente,ma con un suo severo sguardo costringe i cani a scappare. La lepre ringrazia il giovane gentile per averle salvato la vita. Mago Autunno per maggiore tranquillità fa salire la lepre sulla sua moto e la conduce al sicuro, dai suoi genitori. Egli è felice di avere salvato quel piccolo animale indifeso e riprende il suo cammino sollevato. Egli vede ad un certo punto tante rondinelle che cinguettano e volano di qua e di là, salutando tutti. Allora il nostro Mago le prega di non perdere altro tempo in saluti , ma di affrettarsi a partire per i paesi caldi perché fra poco arriverà l’Inverno con il suo freddo e le sue piogge. Raccomanda poi alle formichine, agli scoiattoli, ai ghiri, alle marmotte ed a tutti gli altri animaletti che incontra di ultimare le provviste al più presto e di rinchiudersi nelle loro tane al calduccio per non essere sorpresi dal cattivo tempo.

Mago Autunno ormai deve lasciare la terra perché il suo breve regno è giunto alla fine. Egli prima di partire saluta tutti calorosamente, promettendo loro di ritornare presto. Egli è un tipo fantasioso e creativo e gli uomini conoscendolo bene sono sicuri che egli ha in serbo per loro tante altre sorprese e novità per gli anni a venire. 

 

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