Carnevale con Pantalone

On 17 febbraio 2019 by Nonna Tina

Negli anni precedenti abbiamo conosciuto Arlecchino, Pulcinella, Balanzone e Colombina, le maschere più note e amate della nostra commedia dell’arte e del Carnevale. Quest’anno è la volta di Pantalone, la maschera veneziana per eccellenza.

CHI E’ PANTALONE?

Secondo alcuni, il nome di questa maschera deriverebbe da San Pantalone, il santo patrono di Venezia. Secondo altri deriverebbe da “pianta – leone”, che era l’atto con cui i soldati e i ricchi mercanti veneti piantavano lo stendardo della Serenissima in ogni territorio conquistato.

Pantalone è un ricco mercante veneziano, avaro, burbero, rozzo, brontolone, irascibile e pedante.

Ama il denaro e le ricchezze più di ogni altra cosa al mondo e come tutti gli avari egli piange sempre miseria. Pantalone fa patire la fame ai suoi servitori che si devono accontentare delle ossa della carne e delle molliche di pane che cadono a terra dal suo tavolo.

Sputa sempre sentenze per dimostrare che lui ha autorevolezza e si intromette in dispute e liti che non lo riguardano, avendone la peggio. Pantalone spesso viene burlato per la sua grettezza. Alcuni ritengono che egli non disdegni le avventure galanti. Egli alcune volte viene rappresentato scapolo, altre volte, con moglie e figlia, la bella Rosaura che ha al suo servizio la scaltra Colombina.

Pantalone alcune volte è stato rappresentato come una persona onesta e bonacciona, anche se pedante e brontolone.

CURIOSITA’

I pantaloni che indossiamo oggi prendono il nome di questa maschera.

CARTA D’ IDENTITA’ DI PANTALONE

LUOGO DI NASCITA : Venezia

PROFESSIONE:  mercante

CARATTERE: spilorcio, rozzo, brontolone, burbero, invadente, pedante, attaccabrighe e irascibile.

ASPETTO FISICO: Slanciato, fisico asciutto, naso aquilino, barba aguzza

LINGUAGGIO: parla il dialetto veneziano

COSTUME DI PANTALONE

Giubbetto rosso stretto alla cintura

Calzoni e calze attillate a coscia di colore rosso

Mantello nero

Scarpe gialle con la punta rivolta all’ insù

Zuccotto a corno (cappellino floscio) rosso, come quello dei dogi

Maschera nera che lascia vedere il suo naso adunco, simile a quello di Pulcinella

Egli porta un corto spadino e una borsa contenente i denari (la scarsela)

OBIETTIVO

Conoscere Pantalone, maschera veneziana

OBIETTIVI SPECIFICI

Conoscere le origini e le caratteristiche di Pantalone

Conoscere i tratti fisici e caratteriali del suo carattere

Imitare i movimenti di questa maschera

Inventare storie su Pantalone

Capacità di ascoltare la storia” Pantalone”  e di raccontarla in modo personale dopo averne colto il significato

Capacità di conoscere i colori del costume di Pantalone

Comprendere il significato di” avaro”  ed il termine opposto “prodigo”

Acquisizione della coordinazione oculo- manuale

Acquisizione della abilità grafica

Costanza della percezione

Capacità di ricomporre la figura umana

Intuizione del concetto ” grande – piccolo”

POESIE E FILASTROCCHE

PANTALONE

Il ricco Pantalone veste

completamente di rosso fatto

eccezione del suo mantello

che è di colore nero, per i

polsini bianchi ed infine per

scarpe e bottoni gialli.

(Pinterest. com)

PANTALONE

Pantalone gran mercante

gira i mari  in ogni istante

per trovare mercanzia,

la più bella che ci sia.

La sua borsa è sempre piena

quando va al palio di Siena.

Se la tiene stretta stretta

quando va in gondoletta.

E la sera quando va a letto

la nasconde nella sua scarpetta.

(Nonna Tina)

MASCHERA VENEZIANA

Sono una maschera veneziana,

mi vesto di rosso non solo a Natale.

Tutti mi dicono che sono avaro,

ma non è vero, sono un somaro

perché alla fine sto sempre io a pagare.

Con i miei servitori son generoso,

concedo loro cibo e  riposo.

Quando combinano qualche disastro

prendo il bastone, nell’usarlo io sono un mastro.

(Nonna Tina)

INDOVINATE

Indovinate chi sono io

ora vi faccio il ritratto mio.

Son veneziano, un uomo ricco

di denari ne ho un sacco.

Ho un fisico asciutto e fino

assomiglio ad un grissino.

La barbetta e il naso aquilino

mi fan sembrare un dottorino.

Porto una maschera nera e uno zimarrone

sembro un gran signore.

Ho, ahimè, un gran difetto

sono un avaro perfetto.

Mi difendo con uno spadino

se qualcuno vuol rubare il mio borsellino.

Vado matto per le frittelle

per questo amo il carnevale bello.

(Nonna Tina)

DRAMMATIZZAZIONI

IL SECCATORE

PERSONAGGI: ARLECCHINO- PANTALONE – il CAVALIERE DI RIPAFRATTA

Pantalone sta leggendo un libro. Bussano alla porta d’ingresso e Arlecchino va ad aprire; poi con sgambetti e piroette, farà da spola tra il visitatore e il padrone.

IL CAVALIERE: Vorrei parlare col tuo padrone; è in casa?

ARLECCHINO: Non lo so.

IL CAVALIERE: Allora fammi il favore di andare a vedere.

ARLECCHINO: Non occorre adesso glielo domando. (A Pantalone): Padrone, c’è di là un tale che vorrebbe parlare con lei.

Che cosa gli dico?

PANTALONE: Auff! Non si può stare un momento tranquilli. Digli che non ci sono.

ARLECCHINO: Sta bene. (Al Cavaliere) : Il mio illustrissimo signor Padrone, Pantalone dei Bisognosi, in casa non c’è.

IL CAVALIERE: Ne sei certo?

ARLECCHINO: Certissimo. Me l’ha detto lui.

IL CAVALIERE: Ebbene, io sono il Cavaliere di Ripafratta. Digli che devo assolutamente parlargli. Si tratta d’un affare che urge e che non può essere rimandato.

ARLECCHINO: Glielo dico subito. (A Pantalone): Quel tale dice di essere il Cavaliere di Rapafritta e che si tratta d’un affare che unge.

PANTALONE: Quel tale è un seccatore!

Gliel’hai detto che non sono in casa?

ARLECCHINO: Gliel’ho detto, ma vuol parlare lo stesso.

PANTALONE: Digli che non posso riceverlo, che sto poco bene, che sono a letto ammalato.

ARLECCHINO: Signorsì (al Cavaliere): Eccellenza, il mio padrone non può riceverla perché sta poco bene. E’ a letto ammalato.

IL CAVALIERE: Oh, me ne dispiace. Ma sono capitato a proposito. Ho studiato medicina e mi basterebbe tastargli un momentino il polso, per sapere di che malattia è affetto. Va’ e diglielo.

ARLECCHINO:Vado. (A Pantalone): Il Cavaliere ha fatto un grande discorso.

Pantalone: Insomma, non vuol andarsene?

ARLECCHINO: No, non vuol andarsene.

Ma gli basterebbe tastarle il polso.

PANTALONE: Vorrebbe tastarmi il polso?

Digli che ho una malattia contagiosa.

Digli che ho gli orecchioni e se mi viene vicino se li prende anche lui. Va’, corri.

ARLECCHINO: Corro con tutte le mie gambe. (Al Cavaliere): Il mio padrone ha le orecchie asinine e se uno lo tocca diventa un asino anche lui.

IL CAVALIERE: Niente paura! E’ una malattia che ho avuto anch’io da bambino e chi l’ha avuta una volta non la prende più. Ma digli che, per fortuna, ho con me una pomata prodigiosa e se mi permette di spalmargliela, guarisce all’istante.

ARLECCHINO: E’ una vera fortuna. (A Pantalone): Dice che ha della marmellata speciale da mettere nelle orecchie.

PANTALONE: Questa è una vera persecuzione! Io voglio essere lasciato in pace. Digli che sono moribondo e sto dettando il testamento.

ARLECCHINO: E’ una buona idea. (AL CAVALIERE): il mio padrone è occupatissimo a fare il testamento e deve farlo in fretta perché sta per morire.

IL CAVALIERE: In questo caso potrei essergli utile come testimonio e metter la mia firma sul documento. Va subito a dirglielo.

ARLECCHINO: (A PANTALONE): Dice che potrebbe far da campare.

PANTALONE: Digli che sono morto.

ARLECCHINO: (AL CAVALIERE) : il mio padrone è morto.

IL CAVALIERE: Sono veramente addolorato. Vengo a recitare una preghiera per lui. (Passa imperterrito davanti all’esterrefatto Arlecchino).

LE LETTERE PER LA MAMMA

PERSONAGGI: ARLECCHINO – PANTALONE

Arlecchino, che prima di dire la sua battuta fa giravolte, piroette, saltelli e sgambetti; Pantalone, che è un po’ brusco e impaziente col suo servitore. Si può recitare in sezione: basta un po’ di carta straccia sulla cattedra.

PANTALONE (solo) – Arlecchino! Arlecchinooo!

ARLECCHINO (entra) – Eccomi, illustrissimo signor padrone!

PANTALONE – Me lo sai dire perché quando ti si chiama non rispondi subito? Me lo sai dire?

ARLECCHINO – Signornò, illustrissimo padrone, non lo so.

PANTALONE – Non ho mai visto un servo infingardo come te. Ora ascoltami bene. Mi ascolti?

ARLECCHINO – Signorsì, illustrissimo signor padrone.

PANTALONE – Ho fatto un po’ d’ordine nei cassetti della mia scrivania. Tu adesso prendi tutta quella cartaccia e la butti nelle immondizie. Hai capito?

ARLECCHINO – Signorsì, ho capito. Devo buttar via tutta quella cartaccia. Ma proprio tutta?

PANTALONE – Sì, tutta. E’ roba che non serve più: vecchi giornali, vecchi conti del lattaio, vecchie lettere.

ARLECCHINO – Anche le lettere devo buttare via?

PANTALONE – Certamente, anche la lettere.

ARLECCHINO – Signor padrone, queste lettere …

PANTALONE – Ebbene?

ARLECCHINO – Potrei …

PANTALONE: – Che cosa?

ARLECCHINO – Queste lettere, potrei tenermele io?

PANTALONE – Vuoi tenerle tu? E che cosa vuoi farne?

ARLECCHINO – E’ una storia un po’ lunga. Quando io partii da Bergamo … Lei sa che sono di Bergamo?

PANTALONE – Lo so. Continua.

ARLECCHINO – Dunque, quando io partii da Bergamo, la mamma era molto triste. Mi disse: << Arlecchino, ti raccomando: mandami ogni tanto una lettera>>.

PANTALONE – E tu gliel’hai mandata?

ARLECCHINO – No.

PANTALONE – E perché?

ARLECCHINO – Perché io non so scrivere e penso che adesso potrei forse mandarle una di queste, ogni tanto …

(S. Pezzetta)

GIOCHI

I SOLDINI DI PANTALONE

Si collocano dei soldini sulla cattedra. Si chiamano due bambini e si dà ad ognuno un borsellino o un sacchettino. Essi devono mettere in essi i soldini che l’educatrice ha collocato sulla cattedra. Vince il bambino che riesce a deporre più monete nel borsellino in un tempo stabilito.

(Nonna Tina)

DOV’E’ PANTALONE

Si disegnano su tre cartoncini tre maschere note del Carnevale: Pantalone, Pulcinella ed Arlecchino.

L’educatrice (o un bambino) capovolge i cartoncini e poi chiama un bambino e gli chiede: – Dov’è Pantalone. Il bambino deve indicare il cartoncino dove secondo lui si trova la maschera indicata. Se indovina è lui a condurre il gioco e a chiamare un compagno, altrimenti viene chiamato un compagno.

(Nonna Tina)

ATTIVITA’ CREATIVE E MANIPOLATIVE

RITRATTO DI PANTALONE

Prendiamo un cartoncino e realizziamo una cornicetta. Dobbiamo tagliare due quadrati della stessa misura. Si sovrappongono i due quadrati. Il quadrato superiore si taglia all’interno. Sopra quello interno si colloca il busto di Pantalone realizzato dai bambini con la plastilina. Si copre il ritratto della maschera con carta trasparente e si incolla l’altro quadrato. Si abbellisce la cornicetta con palline colorate.

CARTELLONE MURALE DI GRUPPO CON PANTALONE

Si disegna su un cartoncino bristol bianco Pantalone. I bambini poi incolleranno al suo interno dei pezzetti di stoffa rossa per fare il vestito, nero per fare lo zimarrone e giallo per fare le scarpe. Abbelliamo il tutto con un nastro arancione e con coriandoli colorati realizzati con bottoni grandi e piccoli.

PUZZLE CON PANTALONE

Si disegnano su un foglio di carta delle forme rettangolari, quadrate e triangolari. Si traccia in esse la figura di Pantalone e poi si colora. Si riproduce un’altra copia uguale alla prima ed entrambe si incollano su 2 cartoni. Una poi viene tagliata in pezzi. I bambini potranno ottenere il puzzle di Pantalone facendo combaciare i pezzi tagliati con quelli del cartone oppure potranno riprodurre la figura di Pantalone unendo i pezzi senza collocarli sul cartone.

FRITTELLE VENEZIANE DI CARNEVALE O ” EA FRITOA”

immagine da https://www.euganeamente.it/ea-fritoa/

Le frittelle erano dolci molto amati e apprezzati a Venezia al tempo della Serenissima tanto da essere nominate nel 1700 dolci nazionali. Non tutti le preparavano, ma solo i “fritoleri”.

RICETTA

INGREDIENTI:

25 gr di lievito birra

300 gr di farina

100 gr di zucchero semolato

3 uova

50 gr di burro

70 gr di uva sultanina

30 gr di pinoli

buccia limone

un pizzico di sale

2 cucchiai di grappa o rum

olio di semi di arachidi per friggere

ESECUZIONE

In una ciotola versare lo zucchero con le uova e lavorare il tutto. Aggiungere il burro fuso, il lievito sciolto in un po’ di latte tiepido, l’uvetta, i pinoli, la buccia grattata di limone ed il rum o grappa.Mescolare bene gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungere un poco alla volta la farina ed il sale. Lasciare riposare il composto ottenuto per un’ora finché avrà raddoppiato il suo volume. Friggere le frittelle e poi scolarle su carta assorbente. Infine collocarle su un piatto e spolverare con lo zucchero al velo.

Per fare le frittelle basta prendere con un cucchiaio un po’ di impasto e versarlo nell’olio bollente.

Se è possibile le possiamo preparare a scuola con i bambini e le mamme.

Buon appetito.

SCHEDE DI VERIFICA E APPROFONDIMENTO

 

T.D.S.: Abilità grafica – centro.
P.M.: Trova la strada che deve percorrere Pantalone per arrivare al centro ed unirsi ai suoi amici

T.D.S.: Conosciamo una maschera carnevalesca: Pantalone;
abilità grafica: pregrafismo
P.M.: Completa la figura e poi colorala. Disegna tanti coriandoli

T.D.S.: Costanza della percezione;
Intuizione del concetto “coppia”
P.M.: individua la coppia di maschere uguali e dipingila dello stesso colore

CANZONE DI PANTALONE

 

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