Baruffa in Famiglia

On 20 gennaio 2022 by Nonna Tina

L’inverno è arrivato da poco con il suo freddo ed il suo gelo. Molti alberi nudi brr … brr … rabbrividiscono al tocco delle sue mani. In un agrumeto, invece, gli alberi sono carichi di foglie e frutti odorosi e colorati. Sembra di essere in un vero paradiso! In questo luogo di colori e di profumi, come in ogni grande o piccola comunità, ci sono dei piccoli dissapori che, a volte, sfociano in aspri battibecchi.  Da più tempo un limone e un’arancia si sono coalizzati contro un piccolo mandarino che se ne sta beato in cima al suo albero. Essi sostengono che quel frutto non fa parte della loro famiglia. E’ un intruso, un estraneo che è entrato nel loro mondo non si sa come.

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Ogni giorno lo deridono e lo prendono in giro: Come sei piccolo e brutto! Sei tutto schiacciato e non hai nessuna grazia e nessuna virtù. Non assomigli a nessuno della nostra famiglia.  Sei un “diverso”.

Il povero mandarino, che è un tipo pacifico e non vuole turbare la pace che regna nell’agrumeto, se ne sta zitto e, in un primo momento, non risponde alle loro provocazioni. Certo ci sta male e ci soffre, pure tanto,  spesso piange per essere mortificato continuamente da quei due.

Il piccolo agrume spesso si chiede: – Ma cosa vogliono da me quei due? Perché ce l’hanno tanto con me?  Io non ho fatto nulla di male e sono stato sempre gentile, affettuoso e disponibile nei loro confronti perché sono miei cugini, apparteniamo alla famiglia degli agrumi.           

Egli vorrebbe tanto conoscere il motivo di tanta cattiveria. 

Un giorno un passerotto, sentendolo piangere, si posa sul ramo accanto a lui e gli chiede il motivo di quel pianto.  Il mandarino gli apre il suo cuore. L’uccellino lo consola e gli dice di non dare troppo peso a quello che dicono il limone e l’arancia perché sono solo cattiverie.

 Una mattina  il piccolo agrume, quando i cugini per l’ennesima volta lo deridono, sbuffa e risponde loro per le rime:

  • Basta!!! Sono stanco di essere insultato e denigrato ogni giorno da voi. Anche se sono diverso da voi non vuole dire che sono meno bello o meno intelligente. Ognuno ha un suo modo di essere e una sua personalità che va rispettata. Siete frutti cattivi e arroganti.

Il limone, sentendo quelle parole, diventa per il livore più verde di quello che è mentre l’arancia fa delle boccacce  all’ indirizzo del mandarino.

Ad un tratto compare il proprietario dell’agrumeto insieme al suo figlioletto e così  si interrompe quel battibeccare.

Il bambino si guarda attorno e, scorgendo il mandarino che dondola sull’albero, esclama: – Come sei bello e carino! Tu sei il mio frutto preferito!  Mi piaci più degli altri agrumi perché sei  dolce, gentile e luminoso. Ti porterò con me e ti metterò sul  mio comodino  così  diffonderai nella mia stanzetta il tuo meraviglioso profumo. Il limone, offeso dalle parole del bambino, esclama:  Piccolo maleducato come ti permetti a denigrarmi? Io sono un gran signore.

L’arancia dal canto suo, punta nel suo amor proprio, tutta stizzita si rivolge al bambino:

  • Piccolo mostriciattolo come osi offendermi? Io sono una signora perbene e sono anche la regina degli agrumi e merito rispetto.

Il piccolo risponde loro che sono solo due frutti maleducati, vanitosi, presuntuosi , invidiosi e cattivi.

 A questo punto interviene il mandarino e chiede al limone e alla arancia come si sentono ad essere  denigrati e disprezzati. Chi ha un animo sensibile soffre moltissimo quando viene perseguitato ingiustamente.

I due agrumi solo in quel momento prendono consapevolezza del loro comportamento poco edificante nei confronti del piccolo mandarino.

 Abbassano la testa per la vergogna e gli chiedono perdono per averlo bistrattato per tanto tempo.

Il mandarino, che è un tipo generoso ed educato, li perdona subito ed offre loro la sua amicizia. Pace è fatta e nell’agrumeto torna la calma e la serenità.

Non bisogna essere mai superbi  e disprezzare gli altri.  Le persone non ci apprezzano per la nostra bellezza o per la nostra intelligenza o la nostra posizione sociale, ma ci giudicano e ci rispettano per i nostri  corretti e civili comportamenti.

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