Progetto Mestieri che Svolgevano le Mamme nel Passato

On 2 maggio 2019 by Nonna Tina

Quest’anno vogliamo fare conoscere ai bambini i lavori che svolgevano le mamme tanti anni fa e che oggi nella nostra società progredita e moderna non ci sono più.

OBIETTIVI

Conoscere i lavori svolti dalle mamme nel passato

Imitare i gesti che compiono le mamme nello svolgere il loro lavoro

Conversazioni libere e guidate sui mestieri femminili di un tempo

Capacità di ascoltare ed inventare storie sulla tematica trattata

Capacità di conoscere suoni, odori, rumori e  colori dei mestieri svolti dalle mamme

Sviluppo della motricità fine

Rappresentare graficamente i vecchi mestieri delle mamme

Capacità di ordinare una storia seguendo una sequenza logica

MESTIERI FEMMINILI DEL PASSATO

Tanti sono i mestieri che svolgevano le mamme nel passato che oggi non ci sono più. Ne prendiamo in considerazione solo alcuni di essi:

SARTA

RICAMATRICE

FILATRICE

LAVANDAIA

FORNAIA

POESIE E FILASTROCCHE

LA MACCHINA PER CUCIRE

La macchina cuce ronzando

via, rapida, sempre di più.

La stoffa si ammucchia frusciando,

su e giù vola l’ago, su e giù.

Che bella impuntura perfetta!

Han fatto un grembiule in un’ora:

la macchina allegra che ha fretta

la mamma che canta e lavora.

( A. Lugli)

LA FILATRICE SCANSAFATICHE

Lunedì lo passai.

Martedì e mercoledì non ho filato.

Giovedì ho perso il fuso.
Venerdì lo ritrovai.

Il sabato mi pettinai la testa

poiché la domenica è di festa.

(filastrocca calabrese)

LA LAVANDAIA

Io sono lavandaia,

son bella e gaia.

Son forte e robusta

porto uno stretto busto.

Il viso liscio, rubicondo

bello e rotondo.

Ogni giorno con il caldo o il freddo

al fiume vado.

I panni sciacquo, risciacquo

nella chiara acqua.

Li strizzo e  poi li poso

su un cespuglio di rose.

Profumo di pulito nell’aria.

(Nonna Tina)

PUNTO DOPO PUNTO

Oggi ho voglia di ricamare, scelgo i punti che so fare;

il punto Erba per creare un bel prato verde e su questo riposare.

Il punto Margherita per ricamare un mazzo di fiori da donare.

Il punto Vapore per creare leggero e con la fantasia volare via.

Il punto Nodini per formare i semini di un fiore.

Il punto Piatto per riempire un piccolo disegno a forma di cuore e farmi felice.

Il punto Croce per marcare, per siglare, ma anche per ricordare Nostro Signore e pregare.

(MariGiò)

UN RICAMO UN COLORE PER OGNI OCCASIONE

Trini bianchi e merletti,

pizzi per fazzoletti e cuscinetti

con ricami particolari per il matrimonio

un giorno speciale!

Piccoli ricami sul corredino

Scelgono il rosa e l’azzurro per l’arrivo di un bambino.

C’è un ricamo e un colore per ogni occasione,

anche per ricordare il giorno della Prima Comunione.

Di verde si tinge il ricamo per il fidanzamento

Con un fiocchetto che lega l’anello.

C’è anche il ricamo in argento o oro

Per  immortalare  l’anniversario

del tuo matrimonio.

Ed è pur vero che con il ricamo in

bianco o a colori

si possono ricordare le belle occasioni.

(MariGiò)

LA SARTA

Sono la maga

del filo e dell’ ago.

Mi sveglio  al canto del gallo,

sulla stoffa disegno  modelli .

Li taglio e poi li cucio alla perfezione,

per ogni cliente ho una particolare attenzione.

Sono molto creativa e me ne vanto

e tutti con le mie creazioni incanto.

( Nonna Tina)

LA SARTA

Che bel mestiere era fare la sarta

ne conoscevo una di nome Marta

cuciva i pantaloni

e ci metteva i bottoni

faceva sottane

e ci metteva le perle delle collane

un giorno comprò la stoffa d’oro

e ci fece un capolavoro!

(tratta da: Poesie e filastrocche Zittelleggi)

LA LAVANDAIA

Una carriola lenta cigolava

una vecchia curva lavandaia

limpida scorreva nel fosso

l’acqua e quell’odor di saponaria

e di sambuco antico e di menta

selvaggia verde e il colore poi

lì s’accompagnava di lenzuola

a nuovo splendor dallo splendor

del sole rinnovate e quel sorriso

lieto volto al cielo oggi raccolti

fissi nella memoria dei ricordi.

(Giuseppe Gianpaolo Cesarini)

IL PANE

Pane, panetto mio,

così buono ti volle Iddio.

Così dorato, così croccante,

sei uscito da mani sante.

Sei sbocciato come un fiore

dalla gioia e dal dolore,

dalla terra lavorata,

dal sudore che l’ha bagnata.

pane, panetto mio,

così buono ti volle Iddio.

(R. Pezzani)

LA FORNAIA

Sono una donna forte e robusta

raccolgo un fascetto di arbusti

per metterli nella bocca del forno

per cuocere i pani ogni giorno.

Dall’alba al tramonto lavoro con energia

e solo la sera stanca ritorno a casa mia.

E’ bello il mio lavoro

ed è prezioso più dell’oro.

Sono da tutti apprezzata e lodata,

mi sento, per questo, appagata.

(Nonna Tina)

INDOVINELLI

Taglio, cucio

vestiti, pantaloni e giacchette.

Faccio tutto con arte

io sono la … ( sarta)  (Nonna Tina)

…………………………………………………………..

Lavo i panni nel fiume

o nel lavatoio della piazza.

Il mio lavoro è proprio duro,

ma a me non fa paura.

Sto sempre all’aria

io sono la … (lavandaia)   (Nonna Tina)

………………………………………………………

Filo filo tutto il giorno

con la rocca ed il fuso.

Faccio matasse di filo di lana e cotone.

Sono una faticatrice

io sono la … (filatrice) (Nonna Tina)

………………………………………………………………….

In invero sferruzzo accanto al fuoco       no

mentre in estate davanti la soglia di casa.

Realizzo maglioni e magliette,

cappelli e guantini

per grandi e piccini.

Calzini tante paia

io sono la … (magliaia)   (Nonna Tina)

………………………………………………………………

Ricamo lenzuola, tovaglie ed asciugamani.

Vestiti e magliette, bavette e cappellini.

Del mio lavoro sono un’amatrice

sono la … (ricamatrice)  (Nonna Tina)

………………………………………………………….

Tutto il giorno alla bocca del forno.

Sforno pane, taralli e pizzette.

Non mi stanco mai

io sono la … (fornaia)

LA SARTA

Tanti anni fa non c’erano le confezioni industriali in serie degli abiti  come ai nostri giorni, ma  chi aveva bisogno di un vestito si recava dalla sarta. La sarta aveva una grande importanza nella vita del paese perché con il suo mestiere artigianale creava vestiti su misura e seguiva l’intera fase del processo di realizzazione del capo di abbigliamento, così accontentando tutti i clienti. Ella era una persona di fiducia, sensibile, gentile, sempre a disposizione, capace di cogliere i desideri e i gusti di ognuno. La sarta dava consigli sui modelli più consoni alla  propria figura e sui tessuti più adatti al modello scelto.

Questo mestiere richiedeva alcuni requisiti:

esperienza sul campo

gusto estetico

sensibilità

abilità manuale

attenzione al mutare dei gusti e delle mode

curiosità e disponibilità al nuovo

cura, gentilezza e rispetto per il cliente

Anticamente le suore organizzavano corsi di taglio e cucito per le ragazze. Molte giovani apprendevano il mestiere di sarta dalla mamma, dalla nonna o frequentando come apprendista una sarta.

La sarta non solo cuciva i vestiti alle donne , ai bambini, alle ragazze e agli uomini, ma riparava, adattava e modificava vestiti già pronti. Realizzava tende, tovaglie, asole. Applicava zip, bottoni e decorazioni come strass e ricami.

LUOGO DI LAVORO

Casa

Sartoria

ATTREZZI USATI

Metro

Carta modello

Manichino

Gessetto

Aghi di diversa misura

Forbici

Ditale

Squadra

Ferro da stiro

Macchina da cucire

Spillini

RICAMATRICE

La donna da sempre è stata la protagonista dell’arte del ricamo. Le ragazze apprendevano questa arte dalla mamma o dalle “mastre” del paese che possedevano particolare predisposizione all’insegnamento di tale mestiere.Verso la fine dell’ 800  Istituti Religiosi ospitavano ragazze che avviavano all’arte del ricamo.

Le ricamatrici erano molto richieste per ricamare il corredo delle ragazze da marito che comprendeva lenzuola, biancheria intima, tovaglie, asciugamani, ecc…. Esse ricamavano anche il corredino dei neonati.   

Le qualità richieste:

esperienza sul campo

fantasia

abilità manuale

attenzione

impegno

LUOGO DI LAVORO

Casa

ATTREZZI UTILIZZATI

Aghi

Cotone bianco e colorato

Forbicette

Ditale

Telaio tondo

Tombolo

LA LAVANDAIA

Anticamente mancava l’acqua in casa  e le donne dovevano lavare i panni nei lavatoi pubblici o nei fiumi o ruscelli. Alcune donne vedove o sole per guadagnare qualcosa e poter vivere e altre sposate, per arrotondare il magro salario del marito decidevano di fare le lavandaie. Esse lavavano i panni delle famiglie benestanti o di quelle persone che per motivi di salute non potevano svolgere questo lavoro così pesante. Quello della lavandaia era un lavoro molto faticoso e duro.  Le qualità richieste erano : buono stato di salute, forza, resistenza fisica e braccia muscolose. Esse dovevano stare inginocchiate su una tavoletta di legno o su un panno di stoffa, protese in avanti, verso l’acqua del fiume per insaponare, sciacquare, sbattere e strizzare i panni.  Quando il tempo era bello le lavandaie svolgevano il loro lavoro all’aria aperta sulle rive del fiume o del torrente. Se il tempo era cattivo allora esse svolgevano il loro lavoro nei lavatoi pubblici che erano coperti o presso le abitazioni dei clienti.

Le lavandaie, con il passare del  tempo, soffrivano di una infiammazione al ginocchio dato che  stavano sempre inginocchiate quando svolgevano il loro lavoro. Questa malattia fu denomina ” il ginocchio della lavandaia”.

LE LAVANDAIE COME LAVAVANO I PANNI?

In quei tempi non c’erano sicuramente i detersivi che ci sono oggi nelle nostre case, ma le lavandaie usavano prodotti naturali come il sapone fatto da loro stesse in casa e la cenere del focolare. Quest’ultima toglieva le macchie dei panni e dava loro un buon profumo.

Prima di tutto le lavandaie mettevano i panni a strati in un mastello che aveva un buco sotto in basso, chiuso da un tappo e lo ricoprivano con un telo detto “Cendrator”, pieno di cenere presa dal focolare. Successivamente bollivano l’acqua nel paiolo e la versavano nel mastello. L’acqua bollente e la cenere filtrate attraverso il ” cendrator” generavano il ranno che per i principi attivi della cenere, sbiancava i panni. I panni si lasciavano in ammollo per qualche ora o per tutta la notte. Dopo di che si toglieva il tappo sottostante al mastello e si faceva uscire il liquido viscoso, giallognolo, torbido che si era formato. Questo liquido si utilizzava per lavare i pavimenti o per pulire gli utensili in rame che diventavano lucenti.

LUOGO DI LAVORO

Fiume

Ruscello

Lavatoio pubblico

Abitazione dei clienti

ATTREZZI UTILIZZATI

Ceste capienti per deporre la biancheria sporca

Mastelli

Spazzole

Sapone fatto in casa

Cenere del focolare

Mollette in legno per stendere i panni

LA FILATRICE

Nei tempi antichi non esistevano filati di cotone e di lana già pronti come oggi, ma c’erano delle donne, le filatrici che li realizzavano con le loro mani. Fino alla seconda Guerra Mondiale erano le nonne e le giovani donne che producevano il filato necessario per realizzare gli indumenti necessari alla famiglia. Esse prima di tutto compravano la lana grezza direttamente dal pastore quando tosava le pecore, la lavavano tante volte e poi la stendevano al sole per farla asciugare o sul pavimento del balcone della loro casa o su una terrazza. Le filatrici successivamente allargavano la lana e solo quando era diventata soffice e gonfia la lavoravano con il fuso. Il cotone lo compravano dal contadino che lo coltivava. Esso si allargava e si puliva dai semini.

IN CHE CONSISTEVA IL LAVORO DELLA FILATRICE?

La filatrice prendeva la lana soffice e gonfia e la collocava nella conocchia o rocca, per averla a portata di mano. Essa era una specie di bastone di legno con una gabbietta posizionata in alto, ad una estremità del fuso. Il fuso era un bastoncino di legno che al centro aveva un cerchio. Lo si faceva girare fino ad ottenere un filo sottile e compatto. Il filo si avvolgeva intorno al fuso e quando diventava molto veniva arrotolato intorno ad un rocchetto. Si formavano con esso delle matasse e poi  dei gomitoli.

LUOGO DI LAVORO

Casa

Stalla

ATTREZZI UTILIZZATI

Fuso

Conocchia

Rocchetto

FORNAIA

Il mestiere della fornaia era molto faticoso e poco remunerativo. Essa veniva ricompensata con pochi spiccioli e pane fresco ogni giorno. Cuocere e preparare il pane era una vera arte. Un tempo erano le donne a preparare il pane in casa, ma siccome solo le persone benestanti possedevano un forno, le altre ricorrevano ai forni pubblici dove le fornaie avevano il compito di infornare il pane o anche quello di prepararlo. La sera prima si doveva impastare la farina con acqua e lievito naturale, ( crescenza) che faceva aumentare l’impasto ottenuto moltissimo in 2 ore circa. Ci voleva olio di gomito per impastarlo bene. Dopo di che si collocava in una madia e si copriva e si teneva al caldo. Era necessaria tutta la notte per lievitare. La mattina presto si rimpastava e si mettevano sull’impasto una tovaglia bianca e su questa panni di lana. Quando era ben lievitato l’impasto si tagliava a pezzi e si realizzavano tante pagnotte, focacce e pizze. Si portava il tutto al forno su tavole di legno all’ora stabilita dalla fornaia. Infatti bisognava prenotarsi con anticipo dato che le richieste erano tantissime. La fornaia la mattina presto accendeva il forno con fascine di rametti di ulivo o di ginestra e quando era pronto con uno scopone dove erano attaccati rami di alloro puliva il fondo del forno dalle ceneri per poggiare poi sul pulito il pane. Con una pala dal lungo manico depositava sul fondo del forno i pani. Chiudeva poi lo sportello del forno.  La fornaia continuamente con la pala spostava, avvicinava, allontanava i vari pezzi perché non tutti avevano la stessa cottura. Prima ella infornava le focacce, poi le pizze ed infine il pane che aveva un buon odore.  Era croccante e dorato.

Il forno aveva una pianta circolare con volta a cupola ribassata con fondo in pietra.

QUALITA’ RICHIESTE:

Conoscere le caratteristiche termiche del forno

Conoscere i tempi della cottura degli impasti

Costanza  ed energia

LUOGO DI LAVORO

FORNO

ATTREZZI UTILIZZATI
Tavoli di legno

Cisterna di acqua

Madie

Forconi

Palette da lunghi manici

Scoponi

Ceste

Coltelli

Sacchi di farina

GIOCHI

ATTIVITA’ COSTRUTTIVE E MANIPOLATIVE

REALIZZIAMO CON IL DAS O LA PASTA DI SALE I VARI MESTIERI FEMMINILI

LEAD Technologies Inc. V1.01

Facciamo osservare ai bambini delle immagini o dei quadri che raffigurino i mestieri svolti un tempo dalle mamme e poi invitiamoli a realizzarli in modo personale e creativo.

QUADRETTI RAFFIGURANTI I MESTIERI DELLE MAMME

Disegniamo e coloriamo su un foglio bianco una sarta. Dopo averla ritagliata la incolliamo al centro di un cartoncino colorato. Intorno alla figura collochiamo gli oggetti che ella usa nello svolgere il suo lavoro ( filo – ago – spagnoletta – ditale – gesso- spillini- forbici – ecc …). I bambini potranno colorare e disegnare gli oggetti oppure trovarli su riviste. In questo modo possiamo realizzare altri quadretti con altre figure.

REGALINO PER LA FESTA DELLA MAMMA

Con il das i bambini realizzeranno  una mamma che tiene nelle sue braccia un neonato. Ognuno di essi  potrà prendere a modello la propria madre. Si può accompagnare il dono con un bigliettino di auguri realizzato dai bambini stessi  con la poesia memorizzata.

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