La Befana Adalgisa E La Sua Scopa
La Befana Adalgisa è una simpatica e generosa vecchietta. Ha tante primavere sulle spalle, ma è ancora arzilla, grintosa, pimpante e creativa. Ella è risoluta e non le manca certo il coraggio per affrontare le difficoltà della vita. Adalgisa ha un cuore tenero e facilmente si commuove specialmente quando vede i bambini felici e gioiosi per i doni ricevuti. La vecchietta non ha amici perché vive lontana dal mondo e se ne sta sempre chiusa nel suo laboratorio a creare ed a costruire giochi sempre nuovi e … il tempo non le basta mai. Ha però un’ amica fedele che l’ama tanto: Ilde, la sua scopa. E .. sì,… proprio la sua scopa volante che l’accompagna ogni anno la notte dell’Epifania a distribuire i suoi doni ai piccini.
Sono tanti anni che stanno insieme! Si conoscono bene loro due!
La Befana apre a lei il suo cuore infatti le racconta i suoi crucci, le sue delusioni, le sue aspettative, i suoi dispiaceri, le sue preoccupazioni ed anche le sue piccole gioie e soddisfazioni. Ilde l’ascolta volentieri e spesso le dà dei consigli preziosi. Sono molto legate e tra loro c’è confidenza, fiducia e tanta complicità.
Quanti pericoli hanno affrontato insieme viaggiando sui cieli del mondo: il gelo, il freddo, la tramontana, la tempesta e la tormenta di neve. La scopa sa quando deve tacere e quando deve chiacchierare perché conosce gli umori della sua cara padrona.
Ilde non è una scopa comune, ma è una scopa speciale, magica che ha anche il dono della parola. Ella conosce tutte le strade del cielo e vola con maestria. Alcune volte quando la necessità lo impone esegue delle acrobazie spettacolari da lasciare la sua padrona a bocca aperta.
Da qualche tempo Ilde è cambiata. Non è più la stessa perché ha perso la sua agilità, la sua baldanza, la sua forza, la sua memoria, la sua allegria e quel suo sorriso contagioso.
L’anno scorso infatti ha sbagliato più volte la strada e sono arrivate all’appuntamento annuale con i bambini con qualche minuto di ritardo. La Befana si è proprio incavolata con lei. La poveretta si è tanto mortificata che si è messa a piangere senza ritegno. Tornate a casa Adalgisa le dice senza giri di parole che lei è invecchiata e non è più in grado di fare lunghi viaggi con lei. Ilde ci resta veramente male e si sente ferita nel profondo del cuore.
- E’ una cosa inaudita essere trattata come una vecchia scarpa che si buttata via dopo un lungo ed onorato servizio. Afferma Ilde.
- Si rammarica la poverina per quanto accaduto. Adalgisa poi la prende e la chiude a chiave in uno sgabuzzino freddo, umido e buio e la lascia lì a marcire e non le permette più di stare con lei in casa al calduccio. Dopodiché la sua padrona corre subito dalla Befana Verdiana che gestisce un negozietto di scope volanti per comprarne una nuova e giovane.
La Befana tutta contenta poi torna a casa con la nuova scopa e spera che quest’anno il viaggio sia veloce ed entusiasmante. Ma ben presto viene delusa nelle sue aspettative perché da subito la nuova scopa si dimostra insofferente, vagabonda, disubbidiente e sgarbata. Non vuole fare nulla e se ne sta a poltrire tutto il giorno. Adalgisa rimpiange allora la sua vecchia Ilde. Quando giunge l’Epifania la Befana spera che la nuova scopa sia in grado di volare.
Ma Adalgisa ha una brutta sorpresa! La sciocca scopa non è in grado nemmeno di alzarsi da terra.
– Come faccio ora a portare i doni ai bambini? Si chiede la Befana disperata.
Allora corre nello sgabuzzino libera Ilde, la vecchia scopa. Dopo averle chiesto perdono per averla sostituita ed avere tradito la loro amicizia le dice: – Su, presto andiamo perché i bambini ci aspettano con impazienza. Ilde per amore dei piccini mette da parte ogni rancore ed invita la sua padrona a saltare su e viaaa … per il cielo stellato.
Adalgisa lungo il viaggio le dice che lei è insostituibile per competenza, per fedeltà e per l’amore disinteressato che le ha sempre dimostrato. Le promette che d’ora in poi staranno sempre insieme.
Non bisogna essere mai ingrati con le persone che ci vogliono bene e con le quali abbiamo condiviso parte della nostra vita dimenticando tutto ciò che di buono ci hanno dato.
